Dopo lo scoppio della pandemia tanti laboratori tessili si sono trovati in crisi in seguito allo stop di molti esercizi commerciali e del calo dell'industria tessile, rischiando di lasciare molti lavoratori/lavoratrici senza prospettive per il futuro. Allo stesso tempo un prodotto diventato primario continuava ad essere un bene scarso e dipendente dagli approvvigionamenti da paesi terzi, spesso extra UE. Next Social Commerce è stata in grado di riunire know-how, esperienze e competenze e dar vita ad un processo innovativo che ha permesso sia la realizzazione di una mascherina certificata di tipo IIR, sia l’inserimento lavorativo di operai e soggetti fragili che in questa situazione rischiavano di essere ancora di più emarginati.
Social Mask - la mascherina sociale, certificata e amica dell’ambiente
- 99% livello di BFE
- standard UNI 14683:2019 e marcata CE
- nuove opportunità lavorative
- lavabile fino a 10 volte

Impatto sociale
- 36 aziende e organizzazioni attivate in tutta Italia tra cui Consorzio Sale della Terra, Quid, Scuola di Economia Civile
- 550 lavoratrici e lavoratori coinvolti nella messa a punto del prodotto
- 100 lavoratori attualmente addetti alla produzione
- 22 disabili impiegati

Impatto ambientale
- meno della metà di CO2 prodotta rispetto a una mascherina monouso
- packaging in plastica: si passa dalle 25,76 chilo tonnellate delle mascherine monouso alle 3,35 chilo tonnellate per quelle lavabili




Autovalutazione

Le realtà del Distretto hanno tutte compilato l’Autovalutazione Partecipata di NeXt. 

Il questionario è diviso in 6 aree: 1 - l’azienda e il governo dell’organizzazione; 2 - le persone e l’ambiente di lavoro; 3 - i rapporti con i cittadini; 4 - la catena di fornitura; 5 - i comportamenti verso l’ambiente naturale; 6 - i comportamenti verso la comunità locale. 

Ogni area è composta da 5 indicatori, collegati al BES e agli SDGs dell’Agenda 2030 che, dopo la validazione del Comitato Scientifico di NeXt, restituisce una “fotografia” dell'impegno di sostenibilità delle aziende. 


Dai dati emerge che il rapporto tra imprese e le comunità locali è quello più carente; ed è proprio sulla collaborazione e sulla costruzione di reti, che il Distretto Diffuso sta lavorando. Il questionario sarà ripetuto a distanza di un anno, per valutare il miglioramento delle aree e il consolidamento delle buone pratiche.



Una Rete che supera l’emergenza

Il progetto del Distretto Diffuso guarda oltre: il piano di riconversione non pensa solo alle mascherine ma a tutti quei presidi e Dpi di cui abbiamo delocalizzato la produzione per abbattere i costi.


Oggi appare più che mai evidente che i costi sociali di una scelta economica la massimo ribasso ricadono sulle categorie più deboli, quelle con minor specializzazione, in una spirale perversa che non genera ricchezza ma costi su costi: ambientali, umani, sociali.


L’impresa sociale del futuro è pronta: qualità, processi e prodotti certificati, attenzione per le persone e l’ambiente, capacità di dialogare con il settore privato e la pubblica amministrazione. Il Distretto Diffuso di NeXt Social Commerce ha oggi l’opportunità di presentarsi sul mercato al pari delle grandi aziende tradizionali. 



I prodotti del Distretto Diffuso

scheda mascherina

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